L´Associazione Amici dell´Università degli Studi di Torino
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Dettaglio
Analisi sperimentale di un nuovo materiale per l'odontoiatria conservativa.
Candidato: Buttarello Gian MarcoAnno: 2001
Relatore: Pezzoli Mario
Facolta: Medicina e Chirurgia
Disciplina: Odontoiatria Conservatrice
Corso Laurea: Odontoiatria e Protesi Dentaria
Riassunto:
La scelta del materiale da utilizzare nei restauri conservativi dei denti dei settori posteriori è argomento di discussione e ricerca piuttosto attuale.
Il materiale da sempre più utilizzato è l’amalgama d’argento, che , se da un lato possiede buone caratteristiche meccaniche, dall’altro presenta alcuni limiti quali l’estetica insoddisfacente e la presunta tossicità del mercurio in essa contenuto.
I cementi vetroionomerici, introdotti nella pratica odontoiatrica circa due decenni orsono, possiedono alcune peculiarità che ne hanno favorito un largo utilizzo soprattutto per i restauri non sottoposti ad elevati carichi occlusali: biocompatibilità, capacità di stabilire un legame chimico con smalto e dentina, buon sigillo marginale, estetica apprezzabile; i vetroionomeri presentano tuttavia alcuni limiti quali ad esempio la scarsa durezza e resistenza all’abrasione. Sulla base dei cementi vetroionomerici sono stati poi infatti sintetizzati nuovi materiali contenenti polvere di amalgama d’argento: i “cermets”, i quali presentano alcune proprietà migliori rispetto al vetroionomero semplice, ma non hanno trovato largo impiego clinico e sono tuttora utilizzati prettamente in odontoiatria infantile.
Sulla base di queste considerazioni, supportate dai dati che emergono dalla pratica clinica e dalla letteratura inerente, è stato avviato dal Consiglio Nazionale per le Ricerche uno studio volto alla sintesi di nuovi materiali per i restauri dei denti dei settori posteriori che riuniscano in sé caratteristiche ideali dal punto di vista meccanico, clinico ed estetico. Il suddetto studio, in svolgimento presso diverse sedi universitarie italiane, è articolato in vari approcci, che prevedono l’individuazione dei nuovi materiali modificando e quindi migliorando quelli già esistenti e diffusi in commercio; il presente lavoro originale, che ha coinvolto il Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Torino e la Cattedra di Odontoiatria Consevatrice del corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’ Università di Torino, è basato infatti sulla sperimentazione di un nuovo materiale ottenuto dall’aggiunta di un riempitivo costituito da una lega metallica in polvere denominata NEW ECON F (composizione in percentuali in peso: 57.5% Ag, 21% Pd, 12.3% Cu, 8.5% Au, 0.7% Zn) ad un vetroionomero presente in commercio, il FUJI IX® della GC (Tokyo, Giappone). L’obiettivo, tramite una serie di prove di laboratorio e in vitro, è quello di caratterizzare il nuovo materiale e confrontarne le caratteristiche con il vetroionomero semplice.
Il materiale in questione è stato ottenuto mescolando in proporzioni in volume di 1:1 la polvere del vetroionomero e la polvere della lega metallica, e miscelando poi il tutto con il liquido del cemento utilizzato come base.
Il primo test eseguito è quello della microinfiltrazione: sui 10 elementi dentari selezionati privi di carie e non danneggiati sono state eseguite 2 otturazioni di cavità di V classe secondo Black su ognuno, una linguale con il vetroionomero semplice, l’altra vestibolare con il vetroionomero caricato con la polvere metallica; i denti così otturati sono stati poi isolati con smalto lasciando libere le otturazioni ed un perimetro di circa 1 mm attorno ad esse, ed immersi in eosina all’1%, un colorante rosso per 48 ore; terminata questa fase i denti sono stati sezionati lungo l’asse delle otturazioni ed esaminati al microscopio ottico per verificare l’entità delle eventuali infiltrazioni a livello superficiale e profondo.
Un secondo test, per valutare la micro-durezza Vickers , è stato poi effettuato tramite un apposito micro-durometro su 9 campioni del nuovo materiale inglobati in dischetti di resina.
Una terza fase di questo lavoro era rappresentata dalla caratterizzazione strutturale al microscopio ottico ed elettronico di campioni di entrambi i materiali confrontati, al fine di valutarne le proprietà micro- e macroscopiche salienti.
I risultati ottenuti sono così riassumibili:
· i test di microinfiltrazione hanno fornito dati molto simili riguardo il comportamento dei due materiali esaminati;
· le misurazioni della micro-durezza Vickers effettuate collocano il nuovo materiale in una ipotetica scala valori al di sopra del vetroionomero semplice ma ben al di sotto dell’amalgama d’argento;
· l’analisi microscopica evidenzia alcune problematiche strutturali del vetroionomero caricato con la lega quali cricche, porosità diffuse e la disomogenea distribuzione delle particelle metalliche nella matrice polimerica del vetroionomero, oltre ad un poco soddisfacente sigillo periferico delle otturazioni eseguite;
· l’estetica del nuovo materiale non è del tutto soddisfacente.
Sulla base dei risultati sopraesposti, si può concludere che il nuovo materiale esaminato presenta chiari limiti che ne precludono una sufficiente durevolezza ed efficacia nell’utilizzo clinico; queste problematiche sono, almeno in parte, verosimilmente riconducibili all’inglobamento di aria durante il procedimento di mescolamento e sintesi; è poi evidente che le particelle metalliche non sono uniformemente comprese nella matrice polimerica del cemento, determinandone così una ulteriore disomogeneità strutturale.
Per ottenere quindi un materiale più soddisfacente per l’impiego in odontoiatria conservativa, e al fine di risolvere le problematiche qui evidenziate, occorrerà tentare di migliorare il procedimento di sintesi oppure considerare altre alternative a questo tipo di materiali.

