L´Associazione Amici dell´Università degli Studi di Torino


Nasce nel 1998 con il preciso scopo di favorire lo spirito associativo dei laureati dell´Ateneo torinese e promuovere una maggiore conoscenza dell´Università di Torino in Italia e all´Estero, allacciando anche relazioni con Enti ed Organismi nazionali ed esteri con finalità analoghe
"L´Associazione vuole essere un tramite fra il mondo del lavoro e quello degli alti studi...

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ANALISI DEI CORRELATI CEREBRALI DELL’INTENZIONALITA’: UN’INDAGINE CON LA RISONANZA MAGNETICA FUNZIONALE

Candidato: Cavallo Marco
Anno: 2003
Relatore: Bara Bruno
Facolta: Psicologia
Disciplina: Psicologia dell'Educazione
Corso Laurea: Psicologia clinica e di comunità











Riassunto:


Il presente lavoro sperimentale nasce dall’esigenza di studiare un particolare aspetto dell’attività mentale umana, la comprensione delle intenzioni altrui, utilizzando una sofisticata metodologia di neurovisualizzazione, la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI).
- Molti lavori pubblicati in letteratura si sono occupati in passato di indagare per altre vie questo importante dominio, tuttavia solo recentemente ci si è interrogati sulla effettiva possibilità di approfondire scientificamente tale aspetto del funzionamento mentale dell’essere umano. Il mio lavoro, insieme a quelli che lo hanno preceduto e a quelli che lo seguiranno, vuole essere un tentativo di sostenere che non solo tale studio è possibile, ma che è anche e soprattutto auspicabile.

Più in dettaglio, un apposito protocollo sperimentale è stato messo a punto da un gruppo di ricerca appartenente al Centro di Scienza Cognitiva dell’Università e Politecnico di Torino, e per il primo studio pilota sono stati reclutati giovani studenti universitari tedeschi che sono stati sottoposti, presso la clinica psichiatrica dell’Università tedesca di Ulm, a monitoraggio fMRI. In estrema sintesi, si è registrata un’attivazione cerebrale differenziale a seconda della tipologia di stimolo che veniva loro presentata (per i dettagli tecnici e metodologici si rimanda alla tesi di laurea in questione). Un secondo studio, effettuato variando in parte il protocollo sperimentale, ha replicato i risultati precedentemente ottenuti.

Più analiticamente, la mia tesi di laurea è costituita da un primo capitolo che introduce in modo approfondito la neuroscienza della cognizione sociale, il paradigma teorico-metodologico che è alla base della ricerca da me sviluppata. I successivi tre capitoli riportano l’ipotesi di ricerca su cui si fonda il lavoro, la metodologia utilizzata e una descrizione dei risultati ottenuti. Il quinto capitolo discute tali risultati, e traccia una possibile direzione di ricerca futura. Conclude il lavoro un breve capitolo sulla patologia autistica, condizione clinica estremamente invalidante e strettamente legata all’anormale funzionamento del dominio cognitivo che il mio lavoro ha cercato di indagare.

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