L´Associazione Amici dell´Università degli Studi di Torino
Nasce nel 1998 con il preciso scopo di favorire lo spirito associativo dei laureati dell´Ateneo torinese e promuovere una maggiore conoscenza dell´Università di Torino in Italia e all´Estero, allacciando anche relazioni con Enti ed Organismi nazionali ed esteri con finalità analoghe
"L´Associazione vuole essere un tramite fra il mondo del lavoro e quello degli alti studi...
Sottomenù Strumenti
Dettaglio
analisi dei correlati cerebrali dell'intenzionalità: un'indagine con la risonanza magnetica funzionale
Candidato: Cavallo MarcoAnno: 2008
Relatore: prof. Bruno Giuseppe Bara
Facolta: Lettere e Filosofia
Disciplina: psicologia della comunicazione
Corso Laurea: Lettere e Filosofia
Riassunto:
Il presente lavoro sperimentale nasce dall’esigenza di studiare un particolare aspetto dell’attività mentale umana, l’attribuzione e la comprensione di stati mentali altrui quali le intenzioni private e sociali, utilizzando una sofisticata metodologia di neurovisualizzazione, la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI). E’ questo un ambito di ricerca molto recente: infatti, solo nel corso dell’ultima decade ci si è interrogati seriamente sulla effettiva possibilità di approfondire scientificamente tale aspetto del funzionamento mentale dell’essere umano. Il mio lavoro vuole essere un tentativo di sostenere che non solo tale studio è possibile, ma che è anche e soprattutto auspicabile. Più in dettaglio, un apposito protocollo sperimentale è stato messo a punto presso il Centro di Scienza Cognitiva dell’Università e Politecnico di Torino, e lo studio effettuato in collaborazione con la clinica psichiatrica dell’università tedesca di Ulm ha fatto registrare un’attivazione cerebrale differenziale a seconda della tipologia di stimolo che veniva presentata ai partecipanti alla ricerca (stati mentali a carattere ‘privato’ versus stati mentali a carattere ‘sociale’). La mia tesi contiene la cornice teorica di riferimento, i dettagli metodologici e i risultati ottenuti dallo studio in questione. Conclude il lavoro un breve capitolo sulla patologia autistica, condizione clinica estremamente invalidante e strettamente legata al deficitario funzionamento del dominio cognitivo che il mio lavoro ha indagato sperimentalmente.

